L’acquaiolo
Un mestiere popolare delle strade di Napoli.
Scio’ scio’ ciucciuve’!
La malasorte resta fuori. Donna Pereta, invece, si fa i fatti di tutti.
Da Ciro Purpetta Donna Pereta c’è sempre. E vede tutto.
È la donna pettegola affacciata al balcone, quella che guarda chi passa, ascolta le chiacchiere e si fa i fatti di tutti.
Nella Smorfia napoletana è il 43: “’Onna Pereta fore ’o barcone”. È la pettegola del vicolo, l’impicciona che da Napoli sembra non essere mai andata via.
A Napoli la scaramanzia non è una cosa da spiegare. È un gesto, un’abitudine, un modo di stare al mondo. Corni, aglio, peperoncini e amuleti si tengono vicino. Perché non si sa mai.
Ragù, genovese, pasta e patate, polpette, parmigiana. Piatti di sempre, fatti come si fanno a Napoli.



La pizza a Napoli si fa con le mani. Poi si manda nel forno. Senza troppi discorsi.



A Napoli l’acquaiolo è una figura della memoria popolare. La Banca dell’Acqua di Ciro Purpetta nasce come omaggio a quel mondo: un punto d’incontro, una voce di strada, un modo semplice e napoletano di accogliere chi passa.
Un mestiere popolare delle strade di Napoli.
Quel ricordo oggi vive qui.
Qui trovi anche i Bucatini con coniglio all’Ischitana.
A due passi da Termini.
Gli stessi riti, la stessa cucina.
L’ultima arrivata di casa Ciro Purpetta.
Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia.